Rovigliano - Isole della Campania - Meraviglie della Natura

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Rovigliano

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Rovigliano, scoglio di San Catello e scoglio dello Sciancato



Rovigliano


 

Fotografia di Armando Nappi

Breve descrizione

 

L'isolotto di Rovigliano,  si trova a circa 500 m dalla foce del fiume Sarno, tra i comuni di Torre Annunziata (NA) e Castellamare di Stabia (NA).
Non è altro, che una guglia di roccia calcarea, alta 16 m s.l.m., che spunta dal mare.
Un tempo era chiamato "Petra Herculis"; un nome tratto dall'esistenza di un tempio, eretto su di esso in onore di Ercole.
Secondo alcune testimonianze scritte, verso la fine del XIV secolo, nel porre le fondamenta di una torre, fu scoperta una statua di Ercole e di una costruzione romana, forse di un tempio.
Questa ipotesi, è convalidata dalla presenza di un residuo di "opus reticulatum" individuabile dal mare, sulla facciata Sud della torre.
In seguito, per l'ordinamento del diritto romano, il patrimonio fondiario prendeva (per sempre) il nome del primo proprietario.
Per questa ragione, inizialmente, il nome fu associato ai fondi della gens Rubellia, localizzati nelle vicinanze della costa protetta dall'isolotto. In seguito la denominazione cambiò in "Insula Rubelliana", poi, con il tempo fu trasformato in Jovigliano ed infine mutò in Rovigliano.
Nel corso dei secoli, sull'isolotto ci furono diversi ordini monastici: presumibilmente il tempio dedicato ad Ercole, fu convertito prima dai Cistercensi e poi dai Benedettini in monastero, che lo intitolarono "Sant'Angelo in Rovigliano".
Il monastero, fu dislocato a Sorrento (NA) e dal 1353, non si hanno più notizie.
Nel 1564, per difendersi dalle invasioni dei saraceni , il monastero fu trasformato in torre di avvistamento.
Nel 1703, la torre fu incorporata in un fortino,  Da alcune attestazioni risulta, che era equipaggiata da 3 batterie, poi l'edificio fu convertito in prigione.
L'isolotto fu livellato, ed era composto da una torre centrale a tre piani e da una torre più piccola, messe in comunicazione a diverse quote, da rampe di scale.
L'armamento era suddiviso, come abbiamo già detto, in tre batterie, delle quali due ricavate sullo scoglio e la terza sullo spiazzo della torre.
Al fortino, si aveva accesso da uno "sbarcatolo", dove potevano ormeggiare più barche.
Sulla piazza della torre, oltre alla batteria, vi era un deposito per la polvere, ed uno per le armi.
Oggi domina l'abbandono e l'inquinamento del fiume Sarno, rendendo quest'incantevole isolotto, dal passato carico di storia, molto triste.


Bibliografia essenziale



Dati geografici

 

Latitudine (non ufficiale):

40° 43' 46"

Longitudine (non ufficiale):

14° 27' 47"

Superficie:

.

Altezza massima:

16 m s.l.m.

Grotte:

.

Distanza minima dal continente (non ufficiale):

0,24 miglia marine

Provincia:

Napoli

Note:

.

Galleria fotografica

 

Fauna

 

Vertebrati

Rettili:

Lucertola campestre Podarcis sicula   Rafinesque, 1810


scoglio di San Catello


 

Fotografia di Riccardo Maria Cipolla

Dati geografici

 

Latitudine (non ufficiale):

40° 43' 44"

Longitudine (non ufficiale):

14° 27' 49"

Superficie:

.

Altezza massima:

5 m s.l.m.

Grotte:

.

Distanza minima dal continente (non ufficiale):

0,24 miglia marine

Provincia:

Napoli

Note:

.


scoglio dello Sciancato


 

Fotografia di Riccardo Maria Cipolla

Dati geografici

 

Latitudine (non ufficiale):

40° 43' 48"

Longitudine (non ufficiale):

14° 27' 47"

Superficie:

.

Altezza massima:

4 m s.l.m.

Grotte:

.

Distanza minima dal continente (non ufficiale):

0,24 miglia marine

Provincia:

Napoli

Note:

.



 
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