Malacofauna di Vivara - Isole della Campania - Meraviglie della Natura

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Malacofauna di Vivara

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Malacofauna dell'isolotto di Vivara (Golfo di Napoli)

 

Attività della Sezione di Napoli della Società Italiana di Malacologia per Vivara. Storia pregressa e progetti per il futuro.


  La Società Italiana di Malacologia riunisce studiosi e appassionati di malacologia, promuove gli studi sui Molluschi e pubblica una rivista semestrale molto quotata. La rivista (Bollettino Malacologico) pubblica ricerche riguardanti soprattutto la malacofauna mediterranea e i molluschi continentali e fossili italiani. C'è però da dire che di questa società, che ha sede a Milano, con sezioni locali in varie regioni, fanno parte anche numerosi soci e istituzioni esteri per cui la sua importanza supera largamente l'ambito nazionale.

  Come in tutti i campi delle scienze naturali, anche nella malacologia è importantissimo l'apporto dei cosiddetti dilettanti. Questo termine è improprio, si tratta spesso di persone che non svolgendo attività di ricerca inseriti in una struttura, dedicano il tempo libero all'osservazione, allo studio e alla raccolta di esemplari e informazioni. Essi costituiscono una rete di esperti delle varie zone territoriali di cui conoscono biotopi interessanti e i relativi popolamenti. Alcuni di essi hanno competenze notevoli in alcuni ambiti, come può essere la conoscenza approfondita di determinati gruppi sistematici.

  Dal 1983 esiste a Napoli una sezione locale della Società Italiana di Malacologia. È un gruppo di appassionati, comprendente anche alcuni ricercatori professionisti, che ha iniziato la sua esistenza dal 1973 col nome di Gruppo Malacologico Campano, per l'impegno soprattutto del compianto Nicola Pirozzi, che raccolse attorno a sé un primo nucleo di giovanissimi appassionati. Precedentemente c'erano stati a Napoli due gruppi di malacologi, uno attivo nei primi decenni del '900, il cui elemento di spicco fu Raffaello Bellini, autore di un Catalogo dei Molluschi del Golfo di Napoli e un altro, costituito da pochi elementi, attivo negli anni '60.

 Componenti del Gruppo Malacologico Campano hanno collaborato, negli anni a cavallo del 1980, alla costituzione della collezione di conchiglie che era esposta nella sala della casa padronale dell'isola di Vivara. La sistemazione fu curata da Raffaele Ferro; il materiale esposto era stato raccolto principalmente da Ferro, Giuseppe Fasulo e Arturo Facente. Nella stessa sala erano collocati sei grandi acquari in cui erano ricostruiti ambienti tipici dei fondali circostanti; dell'allestimento si era occupato Raffaele Ferro e la maggior parte degli esemplari ospitati era stato raccolto in mare, anche con l'uso delle bombole, da Arturo Facente. Trasportare l'acqua di mare (circa 900 litri) fino alla casa padronale richiese un serio impegno fisico e organizzativo e fu realizzata da Ferro e Salvatore Longobardi. I membri del gruppo si recavano spesso in visita a Vivara contribuendo alle visite guidate alla Sala delle Conchiglie, a tenere aperti i sentieri e a svolgere qualche lavoro indispensabile per il mantenimento della struttura sull'isola di Vivara.

  Da quando fu messa fine, in modo deplorevole, all'esperienza di Vivara, il gruppo ha continuato a collaborare con l'associazione Vivara, ripristinando quanto rimasto della collezione di conchiglie e fornendo altri materiali per la mostra. La speranza che Vivara potesse essere valorizzata in qualche modo, dopo gli anni dell'abbandono e del vandalismo, non ha mai abbandonato quanti avevano contribuito, circa trent'anni prima, a valorizzarne gli aspetti naturalistici e paesaggistici.

  Ora che pare si possa riprendere il discorso interrotto con la partenza dall'isola del prof Punzo, la sezione locale della Società italiana di Malacologia, contribuirà alle attività scientifiche che si svolgeranno sull'isola, avviando un lavoro di rilevamento delle specie costituenti la malacofauna terrestre di Vivara allo scopo di realizzare un elenco faunistico e di rilevare l'entità numerica e la distribuzione delle popolazioni delle varie specie.

  Una fase preliminare consisterà nella ricognizione dell'isola, partendo dai sentieri e dagli edifici noti, allo scopo di individuare le stazioni di maggiore interesse in cui saranno poi svolti i rilevamenti. In una prima fase si provvederà ad individuare le specie presenti. Nella fase successiva, stabilite le stazioni di osservazione, si opereranno rilevamenti quantitativi allo scopo di definire la consistenza delle popolazioni ed eventualmente evidenziarne possibili fluttuazioni.

  Tale lavoro partirà da una base di dati preliminari raccolti trent'anni fa in modo occasionale. La Guida Naturalistica di Vivara, edita dalla regione, riportava all'epoca, tra gli altri, un articolo sulla malacofauna terrestre, nel quale si evidenziava la mancanza di specie terrestri e si facevano varie ipotesi sui motivi della loro assenza. In realtà, in varie occasioni, i membri del Gruppo raccolsero conchiglie e osservarono esemplari viventi, registrando la presenza di almeno una decina di specie diverse. Talvolta accadde di poter osservare numerosi esemplari viventi contemporaneamente come, ad esempio, le limacce, dopo una pioggia, nei pressi della casa padronale (Ferro). Numerosi esemplari furono raccolti da Stefano Palazzi, di Modena, durante una unica ricognizione dei muretti a secco ubicati in vari punti dell'isola. Fu rinvenuta, da Massimo Cretella, anche una specie che preferisce suoli calcarei, a dimostrazione di quanto l'ambiente dell'isola sia favorevole a questi animali.

  Per ora il lavoro si limiterà alle specie terrestri, ma si spera in futuro di poter compiere un rilevamento della malacofauna marina insediata sui fondali circostanti Vivara. Negli anni della passata attività sull'isola, vari membri del gruppo avevano esplorato in apnea la zona antistante il casotto d'ingresso, raccogliendo anche detrito contenente una buona quantità di specie. In una occasione fu prelevato da Arturo Facente, coadiuvato da Ferro, un notevole quantitativo di detrito, a 35 metri di profondità, presso la secca delle Formiche di Vivara. Il detrito diede una quantità notevole di specie, molte delle quali non erano state mai trovate in precedenza in altre stazioni dei golfi di Napoli e di Pozzuoli durante le abituali indagini dei soci.

  Il Gruppo ha anche in programma di incrementare la collaborazione con l'associazione Vivara risistemando la collezione di conchiglie e fornendo altro materiale. Ha in programma inoltre la realizzazione, nella sede dell'associazione, di conferenze sui molluschi, l'ecologia e la biologia marina, allo scopo di incrementare l'interesse per la natura e la sua conservazione, rivolgendosi principalmente ai giovani e, se possibile, alle scuole, oltre che ai consueti appassionati.

23 ottobre 2010
prof. Raffaele Ferro


Ferro R., D'Anna G., Duraccio S., aprile2012. Osservazioni preliminari sulla malacofauna terrestre dell'isola di Vivara. Gruppo Malacologico Campano, Ass. Vivara onlus.



 
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