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La voce della speranza

Isole > I racconti dalle isole


La voce della speranza

Riflessioni, gioie e tristezze tra la natura delle isole.
Testo e fotografie di Armando Nappi


Da un po’ di tempo, seguo le popolazioni di rospi smeraldini a Ischia i quali, poveretti, devono fare i conti con le continue distruzioni operate dall’uomo e, trovandosi su un’isola, quindi “isolati” ovvero circondati dal mare da tutti i lati, se la spassano peggio dei loro cugini sulla terraferma.
Anche gli ischitani confermano che un tempo di questi rospi ce ne erano molti di più e uno di loro, un giorno, disse “finchè ci saranno i rospi, noi uomini avremo ancora qualche possibilità di poter vivere”. Rimasi talmente colpito da queste parole, ma anche dallo sguardo del signore mentre le pronunciava, che oramai mi ritornano sempre in mente quando vado in giro per gli specchi d’acqua dell’isola a cercare i rospi.
Indeciso fino all’ultimo per impegni personali, d’improvviso una settimana di primavera preparo lo zaino e parto per cercarli lungo i corsi d’acqua della spiaggia dei Maronti.
Aspetto il calare della sera, con una Luna piena che rende le notti lungo fiumi e laghi ancora più magiche... e subito sento i richiami dei maschi che per me sono diventati... la voce della speranza. Con quel tono melodioso e malinconico allo stesso tempo sembrano voler dire che stanno cercando di farcela in tutti i modi, ma dovremmo smetterla noi di esagerare con la distruzione dell'ambiente.
Mi tranquillizzo per averli sentiti e proseguo come d’abitudine lungo il corso d’acqua, non mi basta sentire i richiami ma voglio pure vedere se ci sono i girini che infatti, più avanti, ci sono! E così, mi sento ancora meglio e cerco allora di individuare, in base alla direzione dei richiami, gli adulti.
Si iniziano a far vedere con i loro splendidi colori e… considerata la giornata in questione, posso dire di aver avuto un bel regalo di compleanno!!!
Continuo a cercarli ma a un certo punto... succede un’altra cosa, mi passa davanti una lucciola, altro spettacolo oramai divenuto raro, e girandomi intorno vedo che ce ne sono altre! Diviene allora d’obbligo spegnere la torcia, posare la macchina fotografica e sedermi su una roccia a contemplare lo spettacolo, anche questa è un’altra voce di speranza... solo che stavolta non è “sonora” e a questo punto, oltre al regalo... posso dire pure di aver avuto una bella festa a sorpresa!
E così, con un altro anno della mia vita alle spalle, mi rintano nella tenda infilandomi nel sacco a pelo con tanta voglia di continuare ad andare in giro per la Natura cercando in tutti i modi, anche se non è sempre facile, di “leggere” alcuni messaggi che possono nascondersi dietro una pianta, un animale o perché no, anche dietro una roccia.
Resta solo il dispiacere di non poter essere sempre e solo allegro in questi momenti ma di dover sentire, purtroppo, anche una forte tristezza, che aumenta proprio in queste occasioni, pensando a tutto ciò che rischiamo di perdere...
La mattina seguente, con la luce del giorno, torno a contare i girini, ne sono tantissimi, alcuni nati da poco, altri con le zampe posteriori già sviluppate e altri ancora appena trasformati in adulti, ma dalle dimensioni minuscole, che muovono i loro primi passi saltellando come folletti. Li lascio con un augurio sperando... di rivederli!


Maschio di rospo smeraldino in canto

Girini appena nati

Girino a cui sono spuntate le zampe posteriori

Neometamorfosato



 
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