I carrubi di Punta Serra - Isole della Campania - Meraviglie della Natura

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I carrubi di Punta Serra

Isole > I racconti dalle isole


I carrubi di Punta Serra

Riflessioni, gioie e tristezze tra la natura delle isole.
Testo e fotografie di Armando Nappi


Anche con silenziosi e immobili alberi si può, talvolta, fare “amicizia” come è il mio caso, con due carrubi ai quali sono molto legato, così come al posto dove si trovano, situato sull’isola più densamente abitata della Terra! L’isola è Procida, dove si è edificato su quasi ogni angolo tranne qualche frammento che si è miracolosamente salvato dall’antropizzazione, regalando ancora emozionanti momenti di Natura. Il posto è Punta Serra, un distretto davvero particolare dove passano in rassegna le numerose “piante della macchia”, organismi che... ancora non si trovano nel deserto ma devono, comunque, fare i conti con poca acqua e qui si ammira davvero tutta la carrellata con tutti gli adattamenti del caso a dimostrare come esseri incapaci di muoversi, sono tutt’altro che inerti e passivi...
Qui, dagli arbusti, si passa addirittura (e dico addirittura, vista l’antropizzazione di cui sopra) a una piccola formazione di bosco maturo con alberi che, esposti al vento e alle intemperie assumono le forme più svariate. Sarebbe impossibile descriverli tutti, oramai li conosco come dei “vecchi amici” ma, come ho detto, a due, in particolare, sono legato, i due carrubi che non manco mai di andare a visitare e fermarmi a guardare perchè... beh vedete le foto!
Uno è circolare e in un suo solco una volta, in primavera, vi ha fatto dimora un aglio selvatico mentre l’altro parte con una biforcazione da terra che poi si sviluppa in un magnifico intreccio bellissimo, da esaminare in tutti i dettagli.
Le roverelle invece, anche qui splendide nelle loro forme, sono ancor più festose quando mettono le nuove foglie con uno spettacolo davvero suggestivo, se viste assieme alle foglie secche dell’autunno precedente; infatti le foglie, in alcune popolazioni di questo albero, non cadono dando davvero l’impressione del rigenerarsi della vita in ogni stagione.
E così, in questo posto dal sapore primitivo, ancestrale, frammento residuo di una Procida di tanto, tanto tempo fa cerco sempre di recarmi, quando posso, da solo (… ma senza mai sentirmi solo), in silenzio, per godermelo e, trattandosi dell’isola più abitata della Terra, mi rendo conto più concretamente di come sia importante, ora, salvaguardare quello che rimane della Natura che abbiamo distrutto, tra l’altro, anche per le emozioni uniche che ci trasmette.


Il carrubo dal contorno circolare…

… e l’aglio selvatico cresciuto nel suo solco

L’altro carrubo che comincia così…

... e continua così…



 
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