Aree Marine Protette
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Aree protette marine: la legge rimanda sia alla definizione stabilita dal protocollo di Ginevra relativo alle aree del Mediterraneo particolarmente protette di cui alla L. 5 marzo 1985, n. 127, che alla L. 31 dicembre 1982, n. 979. In particolare questa stabilisce che le Aree protette marine, sono costituite da ambienti marini, dai fondali e dai tratti di costa prospicienti che presentano un rilevante interesse per le caratteristiche naturali, geomorfologiche, fisiche, biochimiche con particolare riguardo alla flora e alla fauna marine e costiere.
Le aree marine protette generalmente sono suddivise al loro interno in diverse tipologie di zone denominate A, B e C.
L'intento è quello di assicurare la massima protezione agli ambiti di maggior valore ambientale, che ricadono nelle zone di riserva integrale (zona A), applicando in modo rigoroso i vincoli stabiliti dalla legge. Con le zone B e C si vuole assicurare una gradualità di protezione attuando, attraverso i Decreti Istitutivi, delle eccezioni (deroghe) a tali vincoli al fine di coniugare la conservazione dei valori ambientali con la fruizione ed uso sostenibile dell'ambiente marino. Le tre tipologie di zone sono delimitate da coordinate geografiche e riportate nella cartografia allegata al Decreto Istitutivo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
- Zona A (nella cartografia evidenziata con il colore rosso), di riserva integrale, interdetta a tutte le attività che possano arrecare danno o disturbo all'ambiente marino. La zona A è il vero cuore della riserva. In tale zona, individuata in ambiti ridotti, sono consentite in genere unicamente le attività di ricerca scientifica e le attività di servizio.
- Zona B (nella cartografia evidenziata con il colore giallo), di riserva generale, dove sono consentite, spesso regolamentate e autorizzate dall'organismo di gestione, una serie di attività che, pur concedendo una fruizione ed uso sostenibile dell'ambiente influiscono con il minor impatto possibile. Anche le zone B di solito non sono molto estese.
- Zona C (nella cartografia evidenziata con il colore azzurro), di riserva parziale, che rappresenta la fascia tampone tra le zone di maggior valore naturalistico e i settori esterni all'area marina protetta, dove sono consentite e regolamentate dall'organismo di gestione, oltre a quanto già consentito nelle altre zone, le attività di fruizione ed uso sostenibile del mare di modesto impatto ambientale. La maggior estensione dell'area marina protetta in genere ricade in zona C.
Tratto dal sito del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
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ELENCO DELLE AREE MARINE PROTETTE IN CUI RIENTRANO ALCUNE DELLE ISOLE E SCOGLI DELLA CAMPANIA |
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Area Marina Protetta Punta Campanella
Identificata come area marina di reperimento dalla L. n.979 del 1982; Istituita con DM del 12.12.97; Modificato con DM del 13.06.00. Cartografia (tratta dal sito del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) |
Zona A:
Vervece, Vetara. Zona B:
Scoglio a Penna, Scoglio dello Scruopolo, Isca, la Castelluccia, la Rotonda, il Gallo Lungo. |
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Area Marina Protetta Parco sommerso di Gaiola
Identificato come parco sommerso dalla L. n. 388 del 2000; Istituito con D.I. del 07.08. 2002. Cartografia (tratta dal sito del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) |
Zona A:
Gaiola |
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Area Marina Protetta Regno di Nettuno
Istituita con D.M. 27 dicembre 2007. Regolamento dell'area marina protetta D.M. 10 aprile 2008. Cartografia (tratta dal sito del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) |
Zona A:
Vivara (lato interno al Canale di Procida)
Zona B: Ischia, Scogli di Sant'Anna, Castestello Aragonese, Zona C:
Procida
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